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Il
Casentino è una regione in cui la storia è stata profondamente
influenzata dall'esistenza di un fattore geografico, l'Arno, che nel tempo
storico ha segnato, sotto la duplice valenza di agente ambientale e di
risorsa a diretta disposizione dell'uomo, la vita e le attività dei
gruppi umani che hanno vissuto intorno alle sue rive.
Nonostante da Giovanni Targioni Tozzetti e Ferdinando Morozzi sia definito
"ospite ingrato e sedizioso", "potente nemico", "torrentaccio
rovinoso", il fiume Arno ha contribuito alle fortune della città di
Firenze, Pisa, e di tutte le zone da lui attraversate, rappresentando per
l'azione positiva svolta sia come risorsa idrica e fonte di energia
motrice, sia come via di navigazione e commercio, un vero e proprio polo
di attrazione dalla considerevole valenza economica. Anche in Casentino
l'Arno ha sempre rappresentato per i suoi abitanti una risorsa
insostituibile; l'energia delle sue acque ha alimentato nel corso dei
secoli i numerosi opifici idraulici localizzati lungo il suo corso e
quello dei suoi affluenti, ma ha costituito fino alla seconda metà del
XIX secolo, l'unica via di trasporto del legname prodotto dalle foreste
appartenenti all'Opera del Duomo di Firenze ed ai monaci di Camaldoli.
Descrizione dell'ambiente - Il fiume Arno
nasce sul Monte Falterona (1654 m.s.l.m.) a Capo d'Arno (1358 m.s.l.m.).
Inizialmente il fiume viene alimentato da scarse sorgenti per raggiungere
con rapido corso quota 400 m.s.l.m., dove nei pressi di Stia confluisce
con il Torrente Staggia. Per altri 30 km l'Arno attraversa il Casentino.
In questo tratto vi si riversano numerosi torrenti, il più importante dei
quali è l'Archiano. Il tratto del fiume Arno compreso tra il Ponte a
Buriano ed il confine della Provincia di Arezzo si presenta notevolmente
alterato a causa della presenza dei due grandi invasi di 'La Penna e
Bandella' e di Levane. Nelle aree degli invasi l'ambiente si presenta come
un caratteristico habitat lacustre mentre, a valle degli invasi il fiume
riprende le sue originali caratteristiche tipiche della zona del barbo.
Durante il suo percorso l'Arno riceve gli effluenti liquidi,
prevalentemente di origine domestica provenienti da i centri abitati che
attraversa.
Il sistema dell'acqua - L'
acqua, insieme al manto boschivo, rappresenta la componente primaria del
paesaggio geografico casentinese; acqua come risorsa per dissetare uomini
e animali, come mezzo di trasporto, come energia motrice; per l'uso ed il
controllo delle acque si sono combattute guerre, fondato e distrutto paesi
e città, realizzate opere poderose per governare l'impeto e utilizzarne
la forza.
Così i segni del mutevole rapporto tra l'uomo e le acque si individuano
innanzi tutto nelle strutture dei ponti, più o meno arditi e ampi, sorti
in prossimità delle strettoie dove l'alveo di torrenti e fiumi era
soggetto a minore variabilità e destinati a collegare i versanti vallivi
e ad assicurare il transito di uomini e merci per tutto l'arco dell'anno.
Ma accanto a queste strutture legate ai percorsi di terra, si trovano i
manufatti connessi all'utilizzo dei corsi d'acqua come altrettante idrovie
adatte al trasporto del legname fornito dalle selve e dai boschi montani
che confluiva nei porti della Badia di Pratovecchio e di Ponte a Poppi.
Utilizzavano invece l'acqua come forza motrice e costituivano una rete di
opifici e strutture produttive gli edifici "andanti ad acqua"
come mulini, ferriere, gualchiere diffusi in tutta la valle.
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