FONTE BRANDA

La fonte presso il castello di Romena, il cui ricordo, nell'Inferno di Dante, accresce al maestro Adamo l'arsura della sete ch'egli è costretto a soffrire per sua condanna, come falsario di moneta.

 

Li ruscelletti che d'i verdi colli

del Casentin discendon giuso in Arno,

faccendo i lor canali freddi e molli,

sempre mi stanno innanzi, e non indarno,

ché l'imagine lor vie più m'asciuga

che 'l male ond'io nel volto mi discarno.

La rigida giustizia che mi fruga

tragge cagion del loco ov'io peccai

a metter più li miei sospiri in fuga.

Ivi è Romena, là dov'io falsai

la lega suggellata del Batista;

per ch'io il corpo sù arso lasciai.

Ma s'io vedessi qui l'anima trista

di Guido o d'Alessandro o di lor frate,

per Fonte Branda non darei la vista.

 

(Inf. XXX, 64-78)