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PRATOVECCHIO

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Il Paese natale di Paolo Uccello (1397-1475) si caratterizza per le antiche vie e piazze con caratteristici portici. Di grande importanza storica l'antica Abbazia di S. Maria a Poppiena, ubicata all'inizio del paese, conserva ancor oggi l'originale abside semicircolare ed il bel campanile. Il Monastero di S. Giovanni Evangelista conserva innumerevoli opere d'arte tra cui una incoronazione della vergine di G. Bizzelli, esponente dell'ultima ricercata generazione dei Manieristi, ed una Vergine Assunta del Maestro di Pratovecchio raffigurata dentro una mandorla raggiata su fondo oro contornata da teste di cherubini. Altre opere d'arte sono conservate nella Propositura del SS. Nome di Gesù. Nel Palazzo Vigiani ha sede il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

 

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ROMENA
Il castello di Romena (km. 1,5) eretto intorno al mille, era il più fortificato tra le dimore dei Guidi con 14 torri e tre cinte murarie. Di esso resta in piedi il mastio, la postierla, la torre della prigione ed il cassero. Dante, in esilio soggiornò tra queste mura trovandovi ispirazione poetica per i Canti della Divina Commedia. Al fascino del luogo non restò immune neppure Gabriele D'Annunzio che qui compose il III Libro delle Laudi di Alcyone. Sotto il Castello feudale ricordato da Dante nell'episodio di Mastro Adamo (Inf. c. XXX) sorge uno degli esempi più notevoli di architettura romanica del territorio aretino. La Pieve romanica dedicata a S. Pietro Apostolo, situata sulla Via Maior, sorge su un primitivo edificio sacro etrusco e romano. Nella Pieve lesene, archetti, colonnine e monofore arricchiscono l'abside sia all'interno che all'esterno offrendo un esempio di eleganza e raffinatezza inconsueto negli edifici di questa zona di montagna. I capitelli finemente decorati realizzano la più significativa espressione dell'arte romanica in Casentino; creati dalla vivida fantasia degli artefici che li scolpirono con tecnica primitiva sono di una singolare espressività soprattutto nelle figurazioni umane zoomorfiche.

 

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Nello spazio di pochi chilometri è possibile raggiungere le chiese di S. Biagio ad Ama, di S.Vito e Modesto a Lonnano in cui sono raffigurati alla maniera seicentesca i due santi ad opera di Benedetto Veli e la Chiesa di S. Romolo a Valiana che conserva una particolare ed enigmatica Pietà del Maestro della Madonna Straus con schema iconografico diffuso verso la fine del 300 ed i primi del 400. Proseguendo si incontrano i borghi di Casalino e Valagnesi che ci introducono nella foresta di Camaldoli.