Una serata di ascolto, di attenzioni, di calore. La serata della veglia di Romena. A Firenze è una data segnata in rosso sul calendario; la chiesa di via Gioberti, grandissima, è occupata in ogni spazio, ma delicatamente, con rispetto. La scenografia è intessuta di bagliori delicati di candele, ognuno può accendere la suo perchè la luce ha bisogno di ogni piccola fiammella.
Ognuno porta alla veglia il suo vissuto, per sentirsi un po' sbatacchiato e un po' ristorato dalle parole del Vangelo, dai canti, dalle parole di Gigi. Ma stasera nell'aria c'è anche la voglia di prestare attenzione al grido di una città che piange per la pagina di crudeltà che ha appena vissuto, con l'uccisione di 2 ragazzi senegalesi e il ferimento di altri tre.
In apertura della veglia Gigi abbraccia col pensiero Samb e Diop, i due ragazzi uccisi e anche Moustapha, Sougou e Mbenghe, rimasti gravemente feriti. A loro dedica un verso del grande poeta senegalese Senghor "Là dove senti cantare fermati, gli uomini malvagi non hanno canzoni" cui Antonio Salis, con la chitarra, aggiunge le prime strofe di "Mio fratello che guardi il mondo", la canzone che Ivano Fossati ha dedicato a tutti i migranti.
E' la dedica di un minuto, ma abbraccia tutta la serata.
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• 22.04.2012 Agnese Moro - Dalla ferita al perdono
FRATERNITÀ di ROMENA
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52015 Pratovecchio (AR)
Tel. 0575-582060
E-mail: mail@romena.it
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