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Il problema che ci muove

Giovedì 01 Dicembre 2011 00:00

Quando i popoli, le persone, i singoli si mettono in movimento è perchè c'è un problema. Anche la nostra piccola esperienza di parrocchia itinerante dell'Invisibile, che abbiamo chiamato “La tenda e la vela” denuncia che esiste un problema che ci mette in movimento. Il problema è l'irrilevanza delle parole, scritte, dette, pronunciate più o meno distrattamente. Nessuno più sembra dar credito alle parole che ci scambiamo o che ascoltiamo: troppe promesse tradite, troppe parole vuote, troppa distanza tra il dire e il fare. Anche nella nostra quotidianità sentiamo spesso espressioni come “si fa per dire...”, “sono solo parole”; di questa svalutazione e irrilevanza della parola ne facciamo tutti le spese. Si incrina la fiducia nei rapporti e l'affidabilità anche degli accordi di natura economica e sociale. Questa crisi di credibilità che riguarda le nostre parole investe anche la Parola, quell'insieme di testi rivelati e ispirati da Dio che abbiamo raccolto nella Bibbia.

Bibbia, vangelo è sinonimo spesso di qualcosa di pesante, intellettuale, cerebrale, staccato dalla vita e poco concreto. In realtà, la parola è qualcosa di molto concreto, talmente concreto che in ebraico e in greco – lingue madri della Bibbia – si usa lo stesso termine per dire “parola” e “fatto”. La parola è un fatto, una cosa, un evento. Anche Dio, all'inizio del libro della Genesi, quando inventa il mondo e l'universo, lo fa dicendo: “E Dio disse: “sia la luce”; e la luce fu...”. Cioè Dio crea nello stesso istante in cui parla. Quello che dice lo fa, nell'istante in cui quella parola è pronunciata. E non è che questa prerogativa di Dio sia sua esclusiva. Infatti l'uomo e la donna sono gli unici esseri viventi che condividano questa capacità di dialogo, che li rende “a sua immagine e somiglianza”.

Allora il nostro viaggio, muove da questa consapevolezza e dal desiderio di riavvicinare le parole ai fatti, e la Parola alla concretezza della vita. Per questo abbiamo intitolato un corso che abbiamo appena fatto a Catania, alle pendici dell'Etna, “Dieci parole per vivere”; per questo abbiamo inventato delle occasioni per leggere la Bibbia sulla terra, cioè accostarla al suo ambiente naturale in cui è nata e dove è possibile sentirla risuonare con maggiore forza per la nostra vita. Così stiamo organizzando una serie di camminate bibliche, in Casentino ma anche altrove in Italia, dei viaggi nella Terra del Santo (Israele e Palestina) - laddove quelle pagine bibliche sono nate - in tenda e autogestione, per riportare la Parola al suo contatto con la terra e con la vita. E ci stiamo muovendo in diverse parti d'Italia per condividere una lettura esistenziale della Bibbia in ascolto della vita, attraverso serate, corsi itineranti ed esperienze all'aperto anche originali che creino fraternità. E quando non ci si può muovere, quando la quotidianità ci chiama a “rimanere”, cerchiamo di mantenere vivo l'invisibile legame che ci unisce e il desiderio di nutrirci di questa Parola viva  attraverso le videoconferenze, nell'ascolto del vangelo di Marco, che stiamo leggendo in modo continuativo tutti i martedì sera.

Infine... visto che parlo al plurale, chi siamo? Sei anche tu che leggi, se vuoi..., siamo tutti noi che ci sentiamo pietre vive di una chiesa senza fissa dimora, povera di strutture e pellegrina dell'assoluto, siamo noi che ci sentiamo assetati e affamati di un nutrimento solido per l'anima e disposti a metterci in cammino senza voler conoscere in anticipo l'itinerario e la mèta. Vogliamo essere un modo di essere chiesa, leggera e accogliente come una tenda che fa spazio all'ignoto e che “non chiude le porte alla notte e al vento”. Il vento è quel soffio dello Spirito che allarga la tenda e la fa diventare una vela che spinge fuori dai porti sicuri, perchè le nostre vite non siano come quelle barche che non escono mai dal porto e non hanno il coraggio di prendere il largo e di passare all'altra riva. Un vento che vuole spargere i suoi semi di novità e di vita nelle nostre vite e sciogliere le paure che ci paralizzano; un vento che gira le pagine della Bibbia, scompiglia i capelli e a volte anche la vita. Una parrocchia dell'Invisibile che non ha un territorio, registri, bolli e timbri, muri, mattoni e tetti da riparare, ma le cui fondamenta siano una Parola restituita alla sua concretezza, per spingere avanti la vita verso la sua pienezza.

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