"Mi sta a cuore" è l'intervento che don Luigi ha fatto in occasione della festa della fraternità il lunedì dell'Angelo. Uno ad uno pubblichiamo i sette punti dell'intervento.
Dopo questi lunghi anni Romena forse non è il sogno che avrei voluto all'inizio. Forse è anche di più, sicuramente per qualcuno è così, ma non è la stessa cosa. So che ogni cammino serio parte vero, pulito, trasparente, autentico e sincero ma poi succede che si sporca, si perde. Io credo che la grandezza di un cammino sia quella di ritornare all'origine, paradossalmente di tornare indietro invece che avanti: di tornare alla purezza della nascita, alla fonte dell'ispirazione. Sogno che Romena torni ad essere autentica come il sogno iniziale.
E allora, come avete visto nel calendario delle attività di quest'anno, l'idea è di trovare il modo di tornare alla semplicità e autenticità. Questi spazi nuovi della Fraternità che si apriranno in futuro, vedrete, non faranno venir meno la sensibilità, lo stesso modo di sentire le cose che mi stanno a cuore. Voglio mantenerle sempre allo stesso modo, anche se si allargano gli spazi e aumenta la gente. Non voglio rinunciare all'attenzione verso le persone ferite, verso la bellezza, la tenerezza.
Dice Pascal:"Il servo non sa quello che fa il padrone poichè questo gli dice soltanto dell'azione e non del fine da raggiungere. E perciò gli si assogetta servilmente". Ecco io non vorrei dei servi perchè a un servo non gli dici il fine per cui fa una cosa, gli dici l'azione che deve fare e basta. Ma in questo modo le persone non maturano, non crescono: bisogna comunicare il fine, far innamorare le persone a stare qui dentro, a camminare dentro alla fraternità. Allora quello che vorrei è di non avere mai più servi ma persone che sanno che c'è un fine più alto e che questo fine è anche il loro.
Un'altra cosa da un pensiero di Gandhi che dice: "Vorrei che la vita di voi cristiani ci parlasse come una rosa che non ha bisogno di parole ma semplicemente diffonde il profumo". Sì, anche un cieco che non vede la rosa ne percepisce la fragranza, e la vita dei cristiani deve diffondere il profumo del messaggio di Cristo. Questo per me è il solo metro di giudizio: mettere in pratica il Vangelo invece di fare lunghe discussioni su quello in cui credere. Ecco metter in pratica: poche cose ma fatte bene, fatte con il cuore, fatte con tutto quello che ognuno di noi è.
Dedico infine il salmo 139 a tutte le persone che sono arrivate qui in questi 20 anni e a quelle che arriveranno, perchè le ho sentite così: "I deboli gridano all'aurora, chiedono in prestito le sue ali per volare e trovare riposo". La maggioranza delle persone che sono arrivate qui non volevano che io mi sostituissi a loro, volevano solo che gli indicassi dov'è l'auora, dov'è l'alba. Non volevano rivolgersi a me ma all'alba che arriva, ai nuovi giorni della loro vita. Volevano gridare, più che contro Dio o contro la vita, all'aurora perché che gli imprestasse un po' di ali per volare invece di restare chiusi nel loro dolore: volare e trovare un po' di pace.
L'idea di Romena, di creare un fraternità e di questo cammino di 20 anni, è quella di aver voluto costruire un granaio pubblico per ammassare riserve contro l'inverno dello spirito di questo tempo. E allora che la nostra fraternità sia davvero come un granaio pubblico in cui, chi vuole, può venire a prendere un po' di farina e impastarsela a casa, per spezzare il suo pane con chi vuole.
Le rubriche:
LE REGISTRAZIONI DEGLI INCONTRI
DA ASCOLTARE O SCARICARE
Ultimo audio caricato:
• 19.02.2012 Messaggio dall'Africa di Wolfgang Fasser e Vanna Grassi
FRATERNITÀ di ROMENA
Come Arrivare (mappa)
52015 Pratovecchio (AR)
Tel. 0575-582060
E-mail: mail@romena.it
Iscriviti alla nostra Newsletter