
"Ho un sogno. Sogno che sparisca il volontariato. La solidarietà non può essere la virtù di qualcuno. Deve essere una regola di tutti".
Di quel primo incontro ricordo queste parole. Provocatorie, forti, rivoluzionarie. E ricordo come le diceva con quell'energia contagiosa, con quell'impeto sano, con quello sguardo spigoloso, con quegli occhi buoni.
Don Ciotti. La fraternità era nata da poco, quello fu il nostro primo incontro pubblico. Una specie di inizio. Un inizio.
Di Don Luigi non saprei dire molto, perché il dire conta in fondo poco: lui semina la sua fede nei fatti, nell'impegno instancabile di ogni giorno. Le parole gli servono per mostrare quanto spirito soffi nell'aria, se ci si affida al vento, se si accetta di uscire dal recinto della nostra vita, per intercettarlo. Le uniche parole che ho sentito adeguate a parlare di lui, le ha pronunciate lui stesso, dedicandole a un altro profeta della strada, all'Abbè Pierre. "Tu sei un polmone di Dio" gli disse, forse nell'ultimo incontro, alla comunità Emmaus di Laterina.
Quelle parole erano giuste per l'Abbè Pierre. Ma stanno indosso alla stessa maniera anche su don Ciotti. L'aria che passa da lui amplifica il respiro della vita, alimenta la voglia di amarla, rispettarla. E' quello che lui ha fatto da quando, giovanissimo, ha fondato il gruppo Abele per aiutare tutti coloro che si fossero trovati scalzi, suoi marciapiedi della vita.
Oggi l'impegno pubblico di don Ciotti è legato soprattutto a Libera, la rete di 1.100 associazioni antimafia che ha fondato dopo le morti di Falcone e Borsellino. Un'organizzazione di gente che si è rimboccata le mani, che non cede alla rassegnazione. Don Luigi è il polmone, certo, il polmone vitale di questo colorato macrocosmo di cittadini che si ribellano all'indifferenza, che non vogliono sentirsi isolati, che credono a una società plurale, la società del noi.
Non so dove don Ciotti trovi l'energia per seguire ogni azione, ogni iniziativa, in ogni parte d'Italia. So però quanto sia importante ogni suo passo, ogni suo gesto d'attenzione. Ogni sua presenza.
Se n'è sicuramente accorto chi è venuto a Romena per la festa dei vent'anni. Quel giorno soffiava forte sulle mura della pieve il vento di energia del polmone di Dio. Ognuno di noi ne ha sentito sulla pelle la forza, benefica; la forza di una voglia di cambiamento concreta, di una spinta nuova a sentire quello che lui chiama "il morso del più, del dare di più".
La visita del profeta della strada è stato il regalo più bello che Romena potesse fare a se stessa.
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