
“Ogni gesto che compio silenziosamente resta racchiuso all'interno del mio corpo. Io lo so di muovermi benissimo. Solo che voi non lo vedete. Ma sono un gran ballerino, credetemi”.
Il passo di danza di Willy è fatto di palpebre e guance: le prime giocano con gli occhi, le seconde fanno da quinta al suo sorriso. Non serve altro, nemmeno la musica: solo mettersi a sedere. E guardare.
Sono passati quasi trent'anni da quando William Boselli scopre di aver un ospite inatteso che si aggira malefico nel suo cervello. La freschezza dei suoi diciott'anni si misura con la sfida a quel perfido angioma che lo stuzzica, che lo fa barcollare. Che lo mette al tappeto.
Non si può restituire la bellezza e l'armonia dei propri movimenti proprio nel cuore della loro efficienza. Ma a Willy accade proprio questo. Prima le gambe, poi, gradualmente, le mani. Che la sua vita sia un distillato di sofferenza? Willy non lo pensa mai, anche se qualche indizio pesa. “Sapete cosa significa sentire la pipì e non potersi alzare per pisciare?” No, non lo sappiamo. Lui sì, Gli indizi peggiori della sua condizione di tetraplegico non riguardano le corse nei prati o le nuotate al largo. Ma gli esercizi più scontati per noi, che si fanno tabù per lui.
Eppure. C'è un “eppure” che all'inizio è piccolo, ma che poi prende forza. Eppure indica la presenza di una via d'uscita, di un pertugio apparentemente secondario in quella selva intricata di dolore. Eppure è il segno che ci si può fare, che ci si può provare. Solo che quella parola non puoi pronunciarla da solo. Ci vuole l'affetto di una famiglia, di babbo e mamma, delle sorelle, ci vuole l'abbraccio convinto e non compassionevole degli amici. Ci vuole amore, amore a più non posso per la vita, per gli altri, per tutto. Eppure. Eppure Willy ce la fa. Sentitevi addosso il brivido che Willy non può avvertire. Ma avete letto bene: ce la fa.
Su Internet c'è un sito che vi invito a visitare. Si chiama www.wtkg.it. Basta girarci un po' dentro per capire dove sta il segreto. Il sito è popolato di volti, di frasi, di saluti, è come essere nella camera di Willy e guardare le pareti e vederle animate di ricordi, di ricordi vivi, che maturano all'istante. E non sono passaggi fuggevoli, ma radicati. Sono le tracce accessibili a tutti di una presenza che per Willy è stata salvezza. Salvare in ebraico significa "creare un vuoto, uno spazio". Il vuoto di willy, la sua salvezza è stato lo spazio che ha dedicato alle relazioni e agli incontri: praticamente tutto se stesso. Da trent'anni Willy non è mai solo: gli amici sono stati il suo conforto, il suo mondo, le sue gambe. Ha viaggiato il mondo Willy, e mondo vuol dire andare in America come uscire per una pizza. Non lo hanno mai lasciato, anzi sono diventati sempre di più: perché anche Willy ha riempito il loro vuoto consegnando la sua grandezza di uomo mischiata alla sua fragilità, offrendo la sua fiducia incrollabile come sostegno alla loro vita oltreché alla sua. E soprattutto regalando il suo bene massimo: il suo sorriso, il passo di danza più riuscito del suo repertorio.
Wtkg non è un codice. Vuol dire Willy the king group. Willy è davvero un re, e ora avete capito di quale tribù. E il suo gruppo non è una band rock, ma una rete meravigliosa e permeabile che accoglie tutti coloro che vi vogliono entrare.
Alcuni amici di Romena frequentano Willy da tempo e non hanno resistito alla voglia di farcelo incontrare. E così è nato un progetto e una data per il suo viaggio da Bologna a Romena: domenica 11 settembre.
“Ho tempo, ho ritmo, ho gioia più di quanto immaginiate” dice Willy giocando ancora con l'idea di mostrarsi sulle punte. Ma non serve convincerci. Con il cuore siamo già lì, sul tappeto di Romena.
Vicini abbastanza per poterlo ascoltare. E sicuri, appena possibile, di volerlo abbracciare
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