Preghiere a Romena, il nuovo libro di don Luigi

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Come diceva l’antica tradizione giudaica, dovremmo  essere capaci di comporre  «un canto ogni giorno,  un canto per ogni giorno». È un po’ quello che fa don  Luigi Verdi con queste preghiere sbocciate nell’incantevole  paesaggio toscano di Romena, ove egli vive  con una fraternità abituata a cantare le stagioni, i  mesi, i cicli liturgici, la storia umana. «Dio viene attraverso  crepe di luce», come la colomba del Cantico dei  cantici che amava «le fenditure della roccia» (2,14).  In esse il mistero si svela e si cela al tempo stesso, ammiccando con le sue epifanie di luce. Infatti, «il vento di Dio ha trovato miriadi di varchi» per aprirsi una strada e giungere fino a noi; questo soffio divino  invade e pervade i «crocevia furiosi» delle vicende  umane, i crocicchi delle strade attraversati da uomini  e donne ora distratti, ora festosi, ora sconsolati.


A tutti don Luigi ricorda la sua esperienza, vissuta al calore del roveto ardente della Rivelazione divina:
«Abbiamo visto che non è il dolore / che annulla la speranza, / non è il morire, / ma l’essere senza conforto». È per questo che il Dio invocato in queste pagine è quello della consolazione e della compassione,  della ricerca della pecora perduta, come canta una  delle prime poesie oranti. È il Dio che «in silenzio, / cammina accanto a me / e mi insegna ad ascoltare, / a guardare, ad attendere, a capire». È il «Dio che è  un bacio / che prepara alla lotta, / come una strada apre il mio sorriso».

Illuminati, riscaldati, abbracciati dal Signore, indossiamo  i paramenti della festa: «Rivesto il mantello della giustizia… Getto il mantello del lutto, / ridoni loro abito di gioia». Ci mettiamo, così, in marcia verso l’orizzonte della verità, della fedeltà, dell’amore, della profezia, del Regno, accompagnati da tante figure evangeliche che s’affacciano in queste pagine, dal Battista a Maria, dai Magi a Pietro, dalla Maddalena a Tommaso fino a Giuda. «Destati! È l’ora di andare. / Andare lasciando il nostro peso alla terra, / affidandoci a quella forza e a quel coraggio / che traversano i piedi / e al custode dei cammini e guardiano del fuoco».

Le preghiere di don Verdi stilisticamente amano la ripetizione, come accade nelle melopee d’Oriente, ma anche come si ha nella dolce reiterazione del rosario e nello stesso linguaggio degli innamorati. Diventano, così, simili a un caleidoscopio le cui tessere di base sempre uguali si trasfigurano in mille iridescenze sempre diverse. Egli è consapevole che ormai abbiamo davanti solo «parole contorte e macerie», un po’ come suggeriva già il biblico Qohelet: «Tutte le parole sono logore e l’uomo non può più usarle» (1,8). È per questo che ha deciso di «far riposare le parole ferite» e di intonare un “canto nuovo”, come invita il Salterio. E alla fine quello che si compie con queste preghiere affidate al lettore è espresso da don Luigi in modo folgorante: sarà «un pugno di luce lanciato in faccia al mondo».  

Card. Gianfranco Ravasi

 

Prezzo: 10,00 • ISBN: 978-88-89669-45-7 • Pagine: 64 • Dimensioni: 125 x 190 mm • Stampa a colori

come acquistare questo libro

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