"La terra è la mia preghiera", vita di Gino Girolomoni

Scritto da Redazione on . Postato in News da Romena

Girolomoni-Terra-mia-preghiera-copertinaUn libro che racconta il cammino umano e spirituale di Gino Girolomoni, padre dell'agricoltura biologica italiana e artefice della rinascita dell'antico monastero di Montebello (Urbino) scritto da Massimo Orlandi di cui l'ambientalista Vandana Shiva ne ha curato la presentazione. Due video propongono la lettura di alcuni brani del libro accompagnati dalle bellissime immagini del paesaggio di Montebello, vicino a Urbino.

"La terra è la mia preghiera. Vita di Gino Girolomoni, padre del biologico" (Editrice EMI)

 

 

Il libro è stato presentato a Romena domenica 26 ottobre 2014: puoi ascoltare e scaricare l'audio dell'incontro cliccando qui

 

vandana shiva 100"Con questo libro Massimo Orlandi racconta la vita di Gino Girolomoni con la capacità di chi riesce a parlare al cuore delle persone, trasmettendo l’essenza profonda della sua missione di pioniere dell’agricoltura biologica, paladino delle comunità locali e uomo dalle grandi passioni, testimone di un rapporto religioso con la terra e con la natura. Questo libro servirà a far capire a molti che non ne hanno mai sentito parlare, ma persino a molti che lo hanno conosciuto e non lo hanno capito fino in fondo, il senso straordinario e multicolore del suo messaggio."

Vandana Shiva

 

 

“Io non penso che l’agricoltura biologica salverà il mondo,
ma la pratico per non stare dalla parte di chi il mondo lo distrugge”.

 Gino Girolomoni

 

E' il padre dell'agricoltura biologica in Italia, ma anche un personaggio profetico e fuori dagli schemi. E' un contadino che dedica tutta la vita all'amore e al rispetto per madre terra (sarà lui a ispirare il marchio Alce nero, oggi Girolomoni), ma anche un uomo di fede capace, impresa unica per un laico, di ridare nuova vita al monastero di Montebello (vicino Urbino).

Le tante vite di Gino Girolomoni sono oggi raccolte in una biografia, “La terra è la mia preghiera”, scritta dal giornalista Massimo Orlandi.

La terra è la mia preghiera. Vita di Gino Girolomoni, padre del biologico (EMI - Editrice Missionaria Italiana, con prefazione di Vandana Shiva) si inserisce nel solco di questa vicinanza. Non a caso lo ha scritto Massimo Orlandi, collaboratore storico della Fraternità.

Per la prima volta viene raccontata in un libro la vicenda umana, spirituale e professionale di Gino Girolomoni, ispiratore e fondatore della prima cooperativa agricola biologia in Italia con il marchio «Alce Nero» (oggi “Girolomoni”), ma anche «monaco» contadino come è stato definito, o «poeta religioso» come lui stesso si presentò. Amico e confidente di personaggi di primissimo piano della cultura italiana come Sergio Quinzio, Guido Ceronetti, Massimo Cacciari e Vittorio Messori, Girolomoni è conosciuto per il suo forte impegno ambientale concretizzato nel ritorno alla terra ispirato da valori umani e religiosi autentici, contrassegnati dal rispetto del creato e dalla valorizzazione delle tradizioni.

Ammirato da Pier Paolo Pasolini (come Orlandi ricostruisce) già negli anni Settanta, Girolomoni ha ridato vita ad un monastero abbandonato, Montebello, in provincia di Urbino, da cui ha irradiato un nuovo modo di coltivare la terra e allevare animali in sintonia con la natura e i suoi ritmi. Già sindaco del suo paese, Isola di Piano, per due mandati come indipendente di sinistra, Girolomoni ha avuto anche negli anni Novanta un impegno politico esplicito nel partito dei Verdi, in particolare nella lotta contro gli OGM.

Appassionato lettore della Bibbia (intorno alla sua casa di Montebello si radunò un «cenacolo» di cultori come Quinzio, Ceronetti, Piero Stefani, Daniele Garota e altri), Girolomoni fece delle sue convinzioni cristiane un emblema di appassionata ricerca umana da intraprende in un nuovo modo di rapportarsi con la terra e la coltivazione. Di qui la decisione di avviare un’agricoltura che non usi sostanze tossiche già nel 1977 e l’organizzazione, l’anno seguente, del primo corso nazionale di agricoltura biologica. Molto critico con i cattolici che non capiscono la portata epocale e sconvolgente della comparsa degli OGM, Girolomoni si è impegnato in prima persona contro la brevettabilità del vivente, presente anche nelle istituzioni europee a fianco

dell’amico Alex Langer: «Andare a scomporre sequenze di Dna è come togliere miliardi di chiavi dalle proprie serrature; chi sarà in poi grado di rimettere ognuna al proprio posto?».

Nel 2012 Girolomoni muore a causa di un infarto, nel pieno delle sue attività. Lascia una dedizione e una militanza umana e cristiana racchiusa in una sua eloquente espressione: «Nella realtà del mondo ha ragione solo chi vince. Nella realtà di Dio, non conta solo vincere o perdere. Conta servire la causa».

 

Foto-Avvenire-Girolomoni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La recensione del libro su Avvenire

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