Appuntamento: 22 Agosto 2021 ore 18:00
Giulia Mazza, nata a Martignacco in provincia di Udine, ha avuto da sempre  la passione della musica, in particolare del violoncello. Nata sorda a causa della rosolia contratta dalla mamma durante la gravidanza, ad otto mesi già portava le prime protesi acustiche e appena ha iniziato a parlare è stata affiancata a un logopedista. Ha iniziato la musicoterapia e grazie alla sua insegnante Giulia Cremaschi tutt’oggi suona ancora il violoncello. E’ stata infatti la stessa insegnante che fin da subito ha consigliato a Giulia e alla sua famiglia il violoncello in quanto questo strumento musicale ha estensioni di frequenze molto simili a quelle della voce umana. Giulia da tre anni vive nella sordità totale
Ho sempre fatto concerti nella mente, credo di non essere mai stata sola con la musica. I periodi in cui ho vissuto la solitudine erano momenti in cui avevo smesso di suonare“. La musica ha sempre stimolato la sua capacità di ascolto: “Ho cominciato ad ascoltare i crescendi e diminuendi poiché il contrasto forte e piano è la cosa più percepibile per una persona sorda. Poi un po’ alla volta, ho iniziato a riconoscere il timbro degli strumenti. Con le vibrazioni mi piaceva tantissimo sentire la profondità del suono del violoncello che si espandeva nelle sale”. La giovane musicista afferma: “Non è vero che chi non sente non può emozionarsi o non provare nulla con la musica, la differenza sta solo nel fatto che io sono stata a contatto con la musica da sempre, perciò ci sono in un certo senso “entrata dentro”. Non basta forse solo ascoltarla, ma sperimentarla, cantare e suonare insieme agli altri.”
Luis Di Gennaro avellinese ma di famiglia argentina, classe 1988.
Il suo percorso musicale inizia nel 1995 con le prime lezioni impartitegli dal M° Vincenzo Colella, per poi proseguire al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.
Dal 2011 si dedica esclusivamente allo studio del jazz studia formandosi con maestri per lui fondamentali: Danilo Rea, Stefano Giuliano e Aaron Goldberg.
Negli ultimi anni Luis si è spesso esibito da solo. Una scelta questa, che seppur complessa, conferma quanto egli sia alla continua ricerca del raggiungimento della maturità artistica.
Così, nei suoi concerti in felice solitudine, Luis ha proposto un repertorio libero e coinvolgente, unendo l’improvvisazione propria del jazz con la canzone d’autore, non tralasciando i ricordi legati ai Beatles e ai Doors, illuminato da citazioni legate tanto alla musica lirica quanto alle invenzioni di un maestro come Art Tatum.