Risveglio dolce del mattino

 

sepolcro

Ero immerso nelle tenebre e lentamente sono venuto alla luce insieme a tutto l'Universo. Quando creasti la luce, prima delle tue creature, già pensavi a me, già mi amavi, già mi sognavi. Desiderato e atteso, sono nato, strappato dall'abisso informe e caotico delle ombre di morte. La tua mano mi ha plasmato, il tuo soffio mi ha dato vita ed io mi sono sentito vivo tra i viventi, scintilla di quella luce divina che hai deposto in me.

Poi è iniziato il viaggio dell'esistenza e ogni volta che mi sono voltato indietro, sedotto dall'egoismo e dalla paura, ho visto retrocedere la Vita, e il giardino in cui mi avevi posto trasformarsi in deserto. Lontano dalla luce ho sentito freddo... mi sono perso in strade senza calore e senza Oriente.

Come Abramo sono stato messo alla prova, come Mosè ho percorso i miei deserti di solitudine e amarezza, per imparare a piccoli passi il cammino della fiducia, per aprire una strada di libertà in mezzo al mare minaccioso. Mi hai camminato davanti come angelo nei passaggi stretti e dolorosi della vita, ho avuto sete, fame, dubbio, ho urlato, sei scomparso dal mio orizzonte, ti ho cercato, “Dio, dove sei?”... Ti sei lasciato trovare nella tua ombra, hai mandato pioggia e neve perchè germogliasse una nuova primavera, la tua parola come seme ha fecondato il mio cuore impaurito e incerto, ridestandolo alla gioia.

Ogni goccia uscita dalla tua bocca ha bagnato la mia anima assetata come una cerva, eppure mi sono voltato ancora e con lo sguardo ho inseguito la vita senza mai riuscire a raggiungerla, a viverla, a gustarla. Come diventare ciò che sono veramente? Come vivere senza paura? Mi sono aggrappato ad ogni illusione che mi promettesse felicità, ma ho trovato solo invidia, competizione, rabbia. Ho voluto  provare di tutto, senza ricavare nulla.

Poi sulla mia strada ho incontrato un Uomo libero che mi ha mostrato una via faticosa e bella, che mi ha conquistato. Una via umile di semplicità, tenerezza e amore. Il sogno di una vita vera, piena, autentica da poter finalmente gustare e condividere nella gioia si è materializzato in quegli occhi, in quelle parole, in quell'odore, in quelle grandi orecchie che sanno ascoltare, accogliere, in quei piedi callosi e sporchi che sanno prendere su di sé il cammino dei poveri cristi.

Ma anche questa illusione è naufragata miseramente nel peggior venerdì nero della mia vita, quando l'ho visto coi miei occhi appeso ad un'orrenda croce, devastato dall'odio, imbrattato di sangue innocente... Mi si è chiuso il sipario del mondo e ho smesso di respirare. Sono morto anch'io. Morto alla vita, al desiderio, al sogno, all'attesa, senza più niente e nessuno per cui muovere un passo.

Ma un lenzuolo bianco, mosso dal vento del mattino, ha sospinto il suo profumo fino a me,  un dolcissimo alito di vita mi ha risvegliato, davanti al sepolcro svuotato di morte. È vivo! Sono vivo!

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