La vita vera di don Puglisi

Sabato 14 settembre ho partecipato alle celebrazioni del ventennale dall’uccisione di padre Puglisi. Sono stato invitato per una veglia di preghiera a Palermo dal Centro di Accoglienza Padre Nostro, da lui fondato, in uno dei quartieri più difficili della città, Brancaccio. Questa e la preghiera che ho scritto per lui.

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Caro Pino,
qui in Sicilia il sangue è più caldo,
i profumi intensi, il vento parla,
i frutti hanno sapore.

Sapevi che la vita era viva
e non c’era bisogno di forzarla,
bastava riconoscerla.

Sapevi che ci sarebbe sempre stato
qualcuno pronto a frenare la vita.
Ma sapevi anche che la vita
è forte, resiste, non la puoi fermare,
rinasce sempre.

So che non ci stai guardando
dal cielo, ma in faccia.
Ci sorridi e ci sussurri,
come  a chi ti ha ucciso:
Me lo aspettavo”.

Me lo aspettavo,  che la vita
era più forte della morte.

Me lo aspettavo, che qualcuno
continuasse a riconoscere i profumi,
il sapore e il vento che parla
da questa terra.

Me lo aspettavo che anche
quest’anno sareste stati qui,
non per non tradire me,
ma per non tradire voi stessi.