Il vangelo della domenica

Domenica 12 luglio

Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada: vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra… Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Mt 13, 1-23

La parabola del seminatore sembra insistere a lungo sulla sfortuna del contadino: soltanto alla fine c’è una breve annotazione sul seme che dà frutto. Nella mente di Gesù la parabola non voleva semplicemente ricordarci che i fallimenti di oggi si tramuteranno in premio domani: ora il discepolo sembra affaticarsi inutilmente, la sua fedele osservanza sembra smentita, ma alla fine si accorgerà che nulla è andato perduto e raccoglierà il frutto della sua fatica, il premio eterno.

Il vangelo è molto lucido nell’analizzare le resistenze del cuore dell’uomo nei confronti della parola di Dio e delle sue esigenze, ma c’è un aspetto particolarmente attuale: non c’è spazio per l’accoglienza della parola là dove mancano le virtù umane come l’abitudine alla riflessione e l’apertura ai valori dello spirito, la capacità di convinzioni profonde e radicate, la costanza, l’allenamento alla fatica; la giusta misura nel lavoro e il disincanto di fronte al fascino della ricchezza e del prestigio.

Bruno Maggioni