Il vangelo della domenica

Domenica 14 marzo

«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna… La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie… Chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Gv 3, 14-21 - IV di Quaresima

Il nucleo incandescente del vangelo è la bellezza dell’amore di Dio che Gesù ha mostrato, vissuto, donato. È questo il fuoco che deve entrare in noi, la cosa più bella, più grande, più necessaria, più convincente e radiosa: Dio ti ama, proprio te, così come sei! Non dimenticarlo mai: ognuno di noi è il figlio prediletto di Dio.
«Dio ha tanto amato il mondo»: non solo l’uomo, è il mondo intero che è amato, la terra, gli animali, le piante e la creazione tutta. E se Egli ha amato il mondo e la sua bellezza fragile, allora anche tu amerai il creato come te stesso, lo amerai come il prossimo tuo.
Ogni mio gesto di cura, di tenerezza, di amicizia porta in me la forza di Dio, spalanca una finestra sull’infinito. Ci impegniamo non per salvare il mondo, l’ha già salvato Lui, ma per amarlo; non per convertire le persone, lo farà Lui, ma per amarle. E il nostro amore darà luce al mondo, farà sorgere un po’ di luce negli occhi di chi incontriamo, soprattutto se il nostro amore sarà gratuito.

Giorgio Bonati