Il vangelo della domenica

Domenica 16 febbraio

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli». Mt 5, 17-37

Gesù manifesta una consapevolezza che va oltre quella dei profeti e degli scribi: la sua è l’autorità del Messia. Gesù si ripropone, come i profeti che l’hanno preceduto, di recuperare il cuore della volontà di Dio, e cioè il primato della carità. Tutto deve essere letto alla luce di questo centro, e tutto deve essere valutato in base ad esso. Ecco la ragione per cui si può chiamare «superiore» la giustizia del discepolo: la riduzione dei precetti a un centro semplice e chiaro e, nel contempo, ricco di movimento.

Non si tratta quindi di essere dispensati dalla legge o di abolirla, quanto di compiere ogni giustizia, non nel senso di fare di più, ma nel senso di andare fino in fondo. Gesù è rispettoso della legge, e proprio per questo l’approfondisce, ne recupera l’intenzione profonda, la purifica e la semplifica, andando dritto all’essenziale: l’eroismo della carità, la purità dei pensieri e non solo delle azioni, il coraggio della franchezza in ogni circostanza.

Bruno Maggioni