Il vangelo della domenica

Domenica 19 aprile

La sera di quel giorno, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore…Tommaso non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi… »… Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gv 20, 19-31

Il vangelo di Giovanni ci suggerisce il passaggio dalla paura alla gioia e al coraggio.  Il racconto ci presenta dapprima i discepoli in preda alla paura, poi ce li mostra pieni di gioia e di slancio. Il motivo della paura non è nuovo per il quarto vangelo. C’è la paura della folla che non osa parlare in pubblico di Gesù. C’è la paura dei parenti del cieco nato di fronte alle autorità. C’è la paura dei notabili che, temendo di essere espulsi dalla sinagoga, non osano dichiararsi dalla parte di Gesù.

È una paura di cui il mondo approfitta, sulla quale fa leva, per ricattare i discepoli e farli tacere, per impedire alla luce di farsi strada. È una paura che molti cristiani di oggi continuano ad avere. È una paura che rende ciechi ed esitanti. La fede nel Cristo risorto vince la paura, condizione indispensabile per aprirsi al dono della gioia e della pace. La pace e la gioia – doni del Cristo risorto – fioriscono solo nella libertà e nel dono di sé, senza nessun rispetto umano.

Bruno Maggioni