Il vangelo della domenica

Domenica 19 luglio

«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero:... “Signore, vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura”».
Mt 13, 24-43

La parabola del grano e della zizzania risponde alla domanda che da sempre accompagna il cammino dell’uomo alle prese con l’origine del male. «Da dove viene la zizzania?». Gesù risponde: è opera del “nemico” del seminatore, un’opera notturna, tenebrosa. Un Dio che invia il Figlio a un mondo che è insieme grano e zizzania, bene e male, luce e tenebra, vita e morte, obbedendo a questo dato di fatto, dice sì al principio di realtà.

Un invio dettato quindi non dalla logica della separazione, ma dell’incarnazione, e neppure dalla logica della condanna, ma della benevolenza, quella che fa di Gesù il grano in continua compagnia della zizzania, il mondo dei lontani da Dio, da se stessi e dagli uomini. In un amore che nella pazienza attende il tempo della fioritura dell’empio a nuova creatura. Dio regna non negando a nessuno la sua compagnia e a ciascuno elargisce il dono della sua compassione, che domanda traduzione attiva per gli scarti, scartati della vita.

Giancarlo Bruni