Il vangelo della domenica

Domenica 21 marzo

Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Ge-sù»… Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna». Gv 12,20-23 – V di Quaresima

«Vogliamo vedere Gesù». Gran­de domanda dei cercatori di sempre: è la prima e unica volta che Gesù parla con stranieri: greci, pagani. La risposta di Gesù do­na occhi profondi: se volete capire me, guardate il chicco di grano.

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, pro­duce molto frutto». Osserviamo un granello di frumento, un qualsiasi seme: nessun segno di vita, un gu­scio spento e inerte, che in realtà è un forziere, un pic­colo vulcano di vita. Caduto in terra, il seme muore alla sua forma, ma rinasce in for­ma di germe: la gemma si muta in fio­re, il fiore in frutto, il frutto in seme. Nel ciclo vitale, come in quello spirituale, «la vita non è tolta ma trasformata», non perdita ma espansione. Nella nostra vita quante volte siamo già morti: ogni volta che ci siamo trasformati in qualcosa di nuovo siamo morti e rinati. Non fermarti mai, sembra dirci Gesù, continua a trasformarti, a lavorare su di te, a portare frutti nuovi.

Giorgio Bonati