Il vangelo della domenica

Domenica 23 febbraio

«Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra… Fu anche detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?». Mt 5, 38-48

Gesù porta a compimento una parola antica di giorni: dalla richiesta di ricomposizione di un diritto leso alla «non resistenza», alla più radicale «nonviolenza». E, a titolo esemplificativo, vengono riferite alcune situazioni proprie al mondo palestinese di allora: non percuotere chi ti percuote; a chi ti vuole portare in tribunale per una tunica dagli anche il mantello; da’ e non voltare le spalle a chi chiede. Ma perché tutto questo? La risposta è: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il prossimo tuo e odierai il tuo nemico”: Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano».

Siamo al cuore del messaggio evangelico. Gesù è venuto a dire la parola ultima su Dio in termini di amore non condizionato da ragioni etiche: egli ama amici e nemici, malvagi e retti; non condizionato da ragioni di reciprocità: il suo amore è nell’ordine della unilaterale libertà, gratuità, universalità e continuità. È un amore in perdita che continua ad amare anche quando non amato.

Giancarlo Bruni