Il vangelo della domenica

Domenica 28 febbraio

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in di-sparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne…». Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». Mc 9,1-9 – II di Quaresima

Appena iniziato il cammino, Gesù ci fa già vedere la fine. Trasfigurazione significa cambiamento, trasformazione, conversione: Gesù ci mostra che il cambiamento che ci propone è per la bellezza più luminosa, e la luce è il simbolo di Dio. Solo l’amore trasforma, solo il coraggio di amare fino alla fine. Il miracolo di Gesù sulla croce è che perdona tutti: ecco la vera trasformazione, la conversione che ci viene richiesta! Illumina col tuo perdono il mondo.

Un fiore, un tramonto, il volo degli uccelli, non è niente di particolare: ma se tu “guardi”, entri dentro e ti emozioni per ciò che vedi, non sei matto o infantile: è trasfigurazione. Se ti è capitato qualche volta di sentirti parte di un’unità più grande dove tutto è unito e collegato, dove nulla è diviso e diverso, fratello e sorella di tutto ciò che vive ed esiste, sappi che questa è mistica, è felicità, è trasfigurazione.

Giorgio Bonati