Il vangelo della domenica

Domenica 28 giugno

«Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche solo un bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Mt 10, 37-42

L’accoglienza è per Gesù tanto importante che egli non esita a stabilire delle equivalenze sorprendenti: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato». Il senso dell’accoglienza resta uno dei segni più importanti per misurare la reale fedeltà al vangelo delle comunità cristiane. L’accoglienza dei profeti e dei piccoli si innesta nel cuore di un annuncio del Maestro talmente importante che il vangelo lo riporta in più occasioni: «Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà».

Non è in gioco una vita al posto di un’altra, ma tutta l’esistenza: la scelta è fra una vita piena e una vita vuota. Puoi vivere l’esistenza puntando sul possesso, nella logica dell’avere sempre di più; oppure puoi vivere l’esistenza puntando sulla solidarietà, secondo la logica del discepolo. La prima scelta contiene la negazione della vita, perché nella sua stoffa più profonda l’uomo è fatto per l’amore, non per l’egoismo. La seconda contiene la pienezza della vita.

Bruno Maggioni