Il vangelo della domenica

Domenica 29 marzo

Un certo Lazzaro di Betània era malato… Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro… Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà»… Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita: chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gv 11, 1-45

Di fronte al miracolo della risurrezione di Lazzaro possiamo riassumere così il pensiero globale di Gesù nei testi di Giovanni: vi è una vita fisica destinata alla tomba e vi è una vita eterna che nessuna tomba può contenere: quella della comunione con il Padre: «Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro», e della comunione fraterna: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli», vita che oltrepassa ogni tomba.

Gesù non è venuto a prolungare vite biologiche, ma a donare ai destinati al sepolcro la vita eterna, quella degli amati per sempre che amano per sempre, sciolti dalla prigione della morte e del disamore. Egli ha il potere di fare questo, di fare cioè risorgere i morti preparando loro un posto accanto a sé, proprio perché è amore e l’amore è vita che genera vita. L’unica cosa richiesta è la risposta alla domanda: «Credi questo?», a Gesù, il Risorto-vivente, che sta davanti a te come vita, datore della vita eterna qui e ora.

Giancarlo Bruni