Il vangelo della domenica

Domenica 31 maggio

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Gv 20, 19-23

A Pentecoste lo Spirito di Dio scende sul gruppo dei discepoli, radunati in preghiera, e li trasforma in una comunità universale e missionaria. Un gruppo di discepoli paurosi, al riparo, preoccupati di sé e della propria incolumità, vengono trasformati in uomini coraggiosi e universali, dimentichi di sé e interamente protesi verso il compito di annunciare il Cristo al mondo intero. Lo Spirito è insofferente di chiusure e di particolarismi, quando raggiunge una comunità la spalanca e la mette in cammino.

«Ricevete lo Spirito santo»: lo Spirito viene dal Cristo risorto, ma il lettore del vangelo di Giovanni sa molto bene che lo Spirito è legato alla croce di Gesù, dalla quale scaturì l’acqua, simbolo dello Spirito. Giovanni dice anche che il Cristo «soffiò e disse loro». Il gesto è un simbolo conosciuto nell’Antico Testamento, ed esprime l’idea di una creazione rinnovata. Lo Spirito strappa l’uomo al mondo e al peccato, e ne fa una creatura nuova, capace di slanci nuovi e di nuove idee.

Bruno Maggioni