Il vangelo della domenica

Domenica 4 aprile – Pasqua di Resurrezione

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due… Non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Gv 20,1-9

«Passato il sabato»: attraversare senza fretta ogni sabato della vita, camminarlo con lentezza, quella propria del tempo che concede silenzio e cura. Passare il sabato è imparare a vivere rallentando il respiro, respirando il respiro di Dio. Risorgere non è qualcosa che sarà, si risorge adesso, ogni volta che ci immergiamo in quel silenzio profondo che ci permette di rallentare la vita, sciogliere le tensioni, guardarci con infinita compassione. Pasqua non è evento che sarà, è ciò che sperimentiamo già qui, in ogni respiro che scende in profondità, ad accarezzare le nostre resistenze, a baciare le nostre rigidità. Risorgere è lasciarsi partorire dal sabato.

Risorgere è lasciarsi toccare il cuore dal mattino che si schiude paziente al sorgere del sole. È imparare ad abitare ogni istante, sentendo che ogni attimo è primo perché unico. E imparare umilmente da questi continui inizi. Risorgere significa accettare lo stupore, credere nell’imprevisto, lasciarsi trovare da ciò che non cercavamo.

Giorgio Bonati