Il vangelo della domenica

Domenica 6 dicembre – II domenica d’avvento

Giovanni battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui... e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito santo». Mc 1, 1-8

Giovanni Battista compare nel deserto a battezzare e a predicare un battesimo che riguarda tutti e che non si discosta dai rituali di purificazione del giudaismo del primo secolo, comunque inscindibile dall’esortazione alla conversione al Dio dei padri e alla sua via di diritto, di giustizia e di pace. Un’opera che Marco legge in termini di preparazione all’incontro con il Signore che sta per venire.

Quel Gesù che cronologicamente verrà dopo il Battista, quel Gesù forse ascoltatore attento del Battista nel deserto, di fatto è proclamato dal Battista «più forte di lui» e «battezzatore in Spirito santo». Gesù è il grande atteso, venuto a colmare la grande attesa, il dono ultimo e perfetto di Dio all’uomo, escatologico, il cui nome è Spirito santo. L’annuncio di Giovanni è posto: Gesù è il Messia inviato a donare lo Spirito di Dio, un unico per un compito unico dinanzi al quale egli si sente meno che un servo, il cui compito consisteva nel togliere i sandali al padrone e lavargli i piedi.

Giancarlo Bruni