Il vangelo della domenica

Domenica 7 marzo

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.

Gv 2,13-25 - III di Quaresima

Lo zelo che qui Gesù sta mostrando è un cambiamento radicale nei confronti di Dio: non è una compravendita il rapporto con Dio, è un’intimità che ti fa arrivare ad essere vero, a risvegliare quella parte divina che c’è in te.

Gesù ha scelto il suo corpo da darci nell’eucaristia, e questo è il dono più grande, bello, vero di Dio: e in quel pezzo di pane c’è tutta la debolezza di Dio, come dice san Paolo. Vi rendete conto, un pezzo di pane, la cosa più piccola che ci sia, Dio ce l’ha data perché abbiamo bisogno di toccare la vita, Dio. Oggi Gesù viene a dirci di non far mercato delle cose di Dio, perché Dio non si compra con le preghiere, e Dio non si merita come credono i farisei. Dio è libero e lascia liberi, liberi di andare e sbagliare, come quel figlio prodigo. Ad ognuno è data l’infinita libertà di scegliere che fare della propria vita, e la tua libertà è la cosa più sacra che ti è stata data. Non buttarla, non darla in mano a nessuno: perché è sulla tua libertà che giochi tutto.

Giorgio Bonati