Il vangelo della domenica

Domenica 8 marzo

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce… Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui!»… Egli stava ancora parlando, quando una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». Mt 17, 1-9

Gesù, in compagnia dei discepoli, si dirige verso Gerusalemme. Sullo sfondo c’è la croce, e questa incute nei discepoli timore e resistenza. Occorre uno sguardo più acuto per accorgersi che dietro la croce c’è la risurrezione. Questo è appunto il senso dell’episodio della trasfigurazione. Gesù mostra ai discepoli che lo accompagnano che cosa veramente li attende alla fine del cammino: non la croce, ma la risurrezione.

Nell’itinerario della conversione ci sono anche le prove che vengono da Dio stesso: hanno lo scopo di purificare, approfondire e convertire. Ma nella vita di fede non mancano le luci, le consolazioni, la pregustazione della comunione con Dio, la certezza che la sua parola ha sempre ragione. Ci sono momenti in cui il credente vorrebbe ripetere le parole di Pietro: «Signore, è bello per noi essere qui». Così, la trasfigurazione non è soltanto la rivelazione dell’identità profonda di Gesù e del suo destino, è nel contempo una rivelazione dell’identità del discepolo.

Bruno Maggioni