Il vangelo della domenica

Domenica 9 agosto

La barca distava molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte Gesù andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»… Subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Mt 14, 22-33

La barca sballottata dal mare in tempesta, la paura dei discepoli, le parole di Gesù e il grido di Pietro, tutto questo fa capire che l’episodio vuole essere un simbolo della comunità cristiana alle prese con la persecuzione e con la paura. Pietro cammina sulle acque come Gesù, ma non per potenza propria, la sua possibilità dipende unicamente dalla parola del Signore: «Vieni!» e la sua forza sta nella fede.

È questa la grande lezione: la forza del discepolo sta tutta nella sua fede in Gesù. Aggrappato a questa fede, il discepolo può ripetere gli stessi miracoli del suo Signore, ma se questa fede si incrina il discepolo diventa facile preda delle forze del male. Senza la fede la parola del discepolo, come la sua vita, diventa sterile e sbiadita. Lo stupore dei discepoli e la loro professione di fede: «Davvero tu sei figlio di Dio», con cui si chiude l’episodio, sono comprensibili. I discepoli intravedono che la potenza della divinità è nascosta in un uomo «che sta con loro».

Bruno Maggioni