Il vangelo della domenica

Domenica 9 febbraio

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Mt 5, 13-16

Alla convivenza umana urge il sale della sapienza che, unico, dischiude a relazioni ricche di senso; e Gesù si presenta come mano aperta piena di sale, dono da accogliere per condire di saggezza il villaggio umano. A questo sono chiamati i discepoli, al compito di salare la terra con la parola ricevuta dal Signore. Ma dire di seguire Gesù tradendo sistematicamente il vangelo è un non senso, e il sale divenuto senza sapore «a null’altro serve che ad essere gettato via».

Lo stesso discorso vale per la metafora della luce. L’essere resi sapienti per espandere sapienza evangelica equivale ad essere costituiti luce in Cristo-luce al fine, attraverso una vita spesa nel compimento di opere belle e buone, di notificare pubblicamente che vale la pena vivere così. Pertanto i chiamati a divenire città del sole e lucerna non si nascondano disattendendo il mandato di portare luce alla casa dell’uomo. Non si tratta di farsi vedere, ma di far vedere l’uomo a se stesso e il Dio che lo genera.

Giancarlo Bruni