Antonio Ferrara e Marianna Cappelli: “Dare voce alle emozioni”

“Bisogna dare voce alle emozioni, bisogna scrivere e parlarsi per boicottare la disperazione e riorganizzare la speranza…” E’ questo l’invito che è al cuore della testimonianza di oggi del nostro “Tempore famis”. Un invito che ci giunge da un noto scrittore e illustratore per ragazzi, Antonio Ferrara, vincitore per due volte del premio Andersen, e da Marianna Cappelli, sua moglie, che accompagna questa testimonianza regalandoci le sue letture intense e coinvolgenti.
Antonio prova a calarsi nel vissuto di tante famiglie che da mesi vivono nell’isolamento e soprattutto dei bambini e dei ragazzi, “che sono dei veri eroi, perché per loro, vivere così è come impedirsi di scalpitare”.
Ma anche questa prova così impegnativa può essere lo spazio giusto per i nostri ragazzi per trovare la forza di esprimere le proprie emozioni. In particolare Antonio e Marianna, che durante l’anno sono presenti in tante scuole italiane per trasmettere ai ragazzi il valore della scrittura per la propria educazione sentimentale, provano, in questo video, a farci sentire l’importanza di narrare un proprio dolore…

Domenica 16 gennaio 2022: commento al vangelo di Luigi Verdi

Torniamo a conservare disponibile il cuore all’attenzione e alla gioia. La gioia è il nostro sogno, il suo rito è quello dell’amore al suo sorgere. Luigi Verdi

“Desmond Tutu, un grande maestro di vita”
conversazione con Wolfgang Fasser

È scomparso pochi giorni fa, ma la sue opere continuano a camminare con tutti noi. Wolfgang Fasser in questa conversazione online con Massimo Orlandi, ci aiuta a conoscere più da vicino il grande vescovo anglicano, premio Nobel per la pace, protagonista, insieme a Nelson Mandela, della liberazione del popolo sudafricano dall’apartheid. Wolfgang racconta come le […]

Ogni Giorno 2022 “Fratelli e Sorelle”
l'agenda di Romena

È disponibile anche online su www.romenaccoglienza.it, oltreché presso il punto vendita della Fraternità, la nuova agenda Ogni Giorno 2022, dedicata al tema della “fratellanza”. Dopo un lungo tempo di deserto, di attraversamento della terra del “distanziamento sociale”, sentiamo il bisogno di soffiare sul vento della prossimità, per non dimenticare di sentirci “fratelli tutti” accogliendo l’invito […]