Il bello della didattica a distanza

In questo tempo di “Didattica a distanza” emerge ciò che i giovani sono: speranza per un futuro migliore, segno per noi adulti che un cambiamento è possibile…
Ecco alcune riflessioni dei miei ragazzi di terza media di una scuola di Trieste sul testo della canzone di Simone Cristicchi “Lo chiederemo agli alberi” che ho proposto come “compito”.

Brunella


…fin da piccola ho sempre avuto un forte rapporto con la natura….e ho imparato che quando sono arrabbiata o semplicemente “un po’ giù” mi basta uscire in giardino e guardare l’erba, i fiori, gli alberi che senza essere a conoscenza dei miei dispiaceri continuano a crescere e a vivere ….una gemma che sboccia, una nuvola che copre il sole, l’ingiallirsi delle foglie in autunno, o la crescita di un nuovo filo d’erba accanto a sè…eppure mettendosi nei panni di un albero, la tua mente si sincronizza con lui in un solo pensiero: VIVERE.

Giulietta


…quando l’autore parla con le allodole e come fanno a restare umili e la ricchezza è vivere con due briciole e poco più…loro saggiamente rispondono che sono nate libere. L’autore ritiene che sono nate così, quindi preferiscono adattarsi che essere tristi e non compiere nulla.
Questa frase fa capire come le persone possono essere felici anche con poche cose…

Annalisa


L’albero è la metafora dell’abbandonarsi, è il simbolo della fermezza e dell’accettazione di tutto quello che ci viene dato, e sulla consapevolezza si posa l’allodola, l’uccello preferito da San Francesco, simbolo di umiltà, che canta con la gioia nel cuore, ma allo stesso tempo le radici affondano in profondità tenendo fermo l’albero sulla terra, mentre i suoi rami si muovono verso il cielo fonte di fiducia e speranza.In questi giorni possiamo essere noi quell’albero legato alla terra attraverso le radici, pronti ad accettare quello che ci viene dato o che abbiamo creato nelle nostre città, ma con la consapevolezza che saremo salvati nella nostra umiltà.

Vanessa


Questa canzone secondo me, incita ad un ritorno alla semplicità e alla pace con la natura, che conosce molto di più il mondo rispetto a noi. 
… che non si riesce veramente a gioire quando si desidera tanto, non ci si accorge di quello che si ha davanti e che se ci si staccasse dal nostro mondo ci accorgeremmo che il nostro mondo è piccolissimo rispetto all’universo, “un disegno molto più grande”… 

Martina


Le parole sono bellissime, possono aiutare in questo momento difficile a farsi coraggio, tenere duro per battere l’epidemia. Si sa che Cristicchi è una poeta, e questo suo ennesimo capolavoro è la conferma, mi ha fatto venire I brividi e mi ha dato coraggio, e in questo periodo ce ne vuole. 

Edoardo


…Così come in autunno le foglie cadono dagli alberi e in inverno i germogli gelano aspettando la primavera, così noi dobbiamo vivere questo momento di sofferenza con la speranza che tutto passerà.
Il testo mi sembra adeguato alla situazione attuale perché insegna ad avere la pazienza di accettare anche gli eventi negativi della vita ed aspettare che si risolvano come gli eventi naturali descritti da Cristicchi nella canzone, e sapersi accontentare di quello che la vita ci dona.

Andrea 


Noi possiamo solo imparare dalla natura: un germoglio ha la determinazione e la costanza di resistere, nonostante il freddo, e aspetta l’arrivo del sole che scioglierà la neve per lasciare spazio nella nuova vita che porta con sé tempi di luce e prosperità. Forse anche noi dovremmo provare a restare immobili tra i “temporali ei fulmini” di questo capitolo di storia di cui siamo i personaggi per riuscire a “sbocciare” quando tutto finirà.  

Lavinia