In ascolto…

In questi giorni non facili sono rimasta accanto alla realtà di Romena grazie ai vostri interventi, restando in connessione con il gruppo qui a Trieste, e soprattutto andando ad attingere alle sensazioni vissute a Romena stessa. Allora mi sono decisa a scrivere qualcosa per tutti voi, e che essa possa arrivare a ciascuno di voi come un sentito e profondo ringraziamento.

Inoltre, stamattina mi sono soffermata a meditare le parole del vangelo (Mt 26,14 -27,66) …

“Qualche lacrima scorre mentre scrivo… Mi sono subito domandata, ascoltando i segnali che oggi manda il mio corpo e quindi la mia persona, quale parte mi tradisce oggi? Mi tradisce la parte più vulnerabile, la più fragile, quella che non posso controllare.

L’ultima cena di Gesù si fa da un tale… nessun nome, non un luogo ma da qualcuno. L’azione traditrice è parte della cena, Gesù benedice tutti. Il pane è spezzato per tutti. Allora mi viene in mente un’immagine… Una collana di perle, anche se si dovesse spezzare lascia il ricordo della collana originaria, ogni perla ne è un testimone con il proprio vissuto.

Il sonno più profondo sembra raggiunga chiunque prima del risveglio… Non è un arrendersi, ma è un’altra condizione della fragilità umana. Gesù parla ai suoi discepoli, sempre. Non parla con una formula generale. Guarda il suo interlocutore e parla a ciascuno secondo il vissuto che conosce. Alla folla Gesù “dice”, poi davanti ai potenti “tace”. Solo con chi ascolta si può dialogare, le parole vanno accolte, solo così si fanno strada dentro, nel profondo.

Ecco, per i restanti versetti, proverò a mettermi in ascolto, accogliendo possibilmente anche Giuda, Pietro e chi si addormenta, proprio perché ahimè sento la mia fragilità. Voglia essa fare crescere in me la volontà di condivisione, con tenerezza, gentilezza e amore”.

Trieste, lunedì 30 marzo 2020

Sylvie C.