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Oggi, 25 marzo

Oggi, venticinque marzo 2020, a Trieste soffia forte la bora e il tempo è magnifico.

Il sole già scalda un pochino ed è possibile, quando le folate danno un momento di tregua,  percepirne il calore.

Bisognerebbe camminare vicino al mare, per vedere come il vento muove le onde in superficie, facendole sembrare piccole vele, e per vedere le montagne lontane, con le cime coperte di neve. Bisognerebbe stare là sulla riva attraversati dal cielo, ben saldi sulle gambe, e far riposare lo sguardo.

Qua nel mio giardino veramente piccolo, vedo gli alberi di Regina Claudia tutti in fiore, e i pini al di là  della strada. In un angolo c’è un albero meticcio, un po’ susino  e un po’  albicocco, che Roberto ed io abbiamo pensato di lasciar crescere come vuole, se non altro per curiosità.

Mentre cammino su e giù, e giro e rigiro col vento che mi fa le finte e mi sorprende da tutte le parti, dato che la bora non soffia mai uniforme, penso ai vecchi, che quando soffia non stanno a casa. Di solito almeno. Loro escono anche quando è scura e piove obliquo e addirittura orizzontale. Vecchi come alberi che hanno la chioma larga e radici profonde. Il fusto deve ricordarsi di oscillare, perché se non oscilla si spezza e cade.

Di questi tempi perfino i nostri vecchi restano a casa. Ascoltano il sibilo del vento e immaginano il mare, io credo.

Mentre cammino nel mio giardino piccolo, telefono.

Come va?
Bene, anche se oggi le gambe le sento deboli.
Ricordati di muoverti almeno ogni tanto.
Va bene.
Ci sentiamo presto.
Ci vedremo quando finirà tutto questo.
Sì….Intanto ti, me pol far coraggio….
Coraggio, certo, coraggio per te e per me, per noi.

Una mia amica ultimamente abbraccia gli alberi. Cinge con le sue lunghe braccia i vecchi alberi dalla corteccia rugosa. Io credo che sia per farli oscillare.

Laura