Pio, il pettirosso

Un piccolo pettirosso ci ha preso in simpatia.

Questo suo fare mi ha stimolato una piccola riflessione che, senza alcuna velleità di riconoscimento, ho pensato di condividere con voi. 

“Pio è un pettirosso intraprendente e fiducioso. Deve avere il nido su qualche palma o pianta proprio qui vicino perchè ci viene a trovare tutti i giorni. Per i pasti non ha un locale preferito, così alterna una visita da noi con una da Domenico, che abita al piano terra. A dire il vero, ha cominciato prima a frequentare Domenico, probabilmente per la qualità dei piatti visto il suo passato di chef, e non gli si può certo dar torto: ogni tanto andiamo anche noi al piano terra. Però, dopo qualche tempo, Pio ha cominciato a venire anche a da noi. Forse perchè è goloso, o forse perchè facciamo colazione prima e lui inizia presto la giornata. Infatti è facile trovarlo sul davanzale quando apriamo le persiane, con lo sguardo tra l’infastidito e il nervoso.

Essendo un tipo, tutto sommato, sereno, bastano poche briciole per fare pace e vedergli tornare il buon umore. Ultimamente la sua fiducia si è fatta grande, così se le briciole non le trova subito è capace di venirsele a cercare in casa. Ma con discrezione, senza disturbare. Forse ha capito che con noi può stare tranquillo, o forse è il suo modo di affrontare la vita. Non è da tutti avere un simile coraggio perchè non è solo una questione di briciole: si tratta di superare l’istinto di conservazione e superare le soglie del limite, entrando in porte aperte pur sapendo che il rischio c’è e può essere enorme.

Certo, parte tutto dalla fame, dalla pancia, e se si riesce a riempirla bene e facilmente, quei piccoli saltelli per arrivare a prendere quelle briciole sono più facili da fare. Ma se, invece, fosse davvero una questione di “briciole”? Se fossero solo i piccoli bocconi regalati senza competizione, a farci superare soglie e porte? Minuzie, particolari, piccoli doni che si scoprono solo perchè si è fatto il primo passo. Il primo saltello verso qualcosa di diverso. Invece di rimanere sempre nel proprio nido, Pio ha provato a guardare da vicino, ha sperimentato uno sguardo diverso e si è lanciato alla ricerca di un contatto. Una relazione diversa. Non so se abbia mai letto “Jonathan”, ma quando mi guarda concentrato come se stesse cercando le parole giuste, lo vedo così fiero che non mi stupirei vederlo andare velocissimo con “le ali corte del falco”. Insomma, Pio ci ha provato e c’è riuscito, gli è andata bene. Ma l’alternativa qual’era?

L’alternativa, per noi che zampettiamo alla ricerca di bocconi sempre più grossi, qual è?”

Daniele P.