di José Tolentino Mendonça

Un cammino di riflessioni, preghiere, piccoli spunti per dare ossigeno al quotidiano e riempire la giornata di bellezza e di profondità. Un piccolo, importante spazio, riempito dalla voce poetica dello scrittore e teologo portoghese.

Quando senti la tua piccolezza come un ostacolo e ti rendi conto dopo tutto che la vita ti sta lasciando le mani sempre più vuote, ricorda che il Signore ha detto: beati i poveri, perché a coloro che non hanno nulla appartiene il regno dei cieli. Quando il peso delle tue lacrime ti fa male come una domanda senza risposta o non credi che dopo la notte il nuovo giorno sorgerà anche per te, ricorda che il Signore ha detto: beati coloro che piangono, perché saranno consolati.

Quando ripagare il male con il male ti appare come una via possibile o sei più incline all’intransigenza e alla severità che al dialogo, ricorda che il Signore ha detto: beati i miti, perché erediteranno la terra. Quando sei chiamato a dare (sia i tuoi beni che il tuo perdono) e cadi nell’errore di chiudere il tuo cuore invece di aprirlo, ricorda che il Signore ha detto: beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia.

Quando, per non apparire ingenuo, ti lasci contaminare dal calcolo, dal controllo o dal cinismo, ricorda che il Signore ha detto: beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Quando ti sentirai soddisfatto di appartenere a quel numero privilegiato che possiede l’essenziale e ne ha ancora abbastanza, ricorda che il Signore ha detto: beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Quando ti lasci dominare dalla logica del conflitto e per tutto e per niente armi il tuo cuore in fretta, ricorda che il Signore ha detto: beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Quando il prezzo da pagare per la verità dell’amore ti sembra duro e alto, ricorda che il Signore ha detto: beati quelli che soffrono persecuzione per amore della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Pregare le Beatitudini oggi

La speranza

Insegnaci, Signore, a non rinunciare alla speranza, perché la speranza ci permette di allargare il nostro sguardo sulla realtà e apre il nostro cuore in un modo che certamente non potremmo fare senza di essa.

Insegnaci, Signore, a non frenare la speranza, anche quando ci sembra la ragione più fragile. In questo modo anche noi impariamo che il suo fondamento non nasce da ciò che già possediamo, ma da ciò che ci aspettiamo dalle tue mani.

Insegnaci, Signore, a non frenare la speranza, anche quando tutto, dentro e fuori di noi, sembra pronto a contraddirla. Non permettere, per esempio, che la stanchezza, la delusione o la violenza sopraffacciano il paziente fare e rinnovare della speranza nella nostra quotidiana marcia.Insegnaci, Signore, a non frenare la speranza. Sarebbe come bloccare l’alba e lasciare che solo la notte si allunghi. Sarebbe deviare il solco dell’acqua e far crescere il deserto. Sarebbe condannarci al ronzio permanente della solitudine.

Insegnaci, Signore, a non frenare la speranza. Incoraggiaci a riprendere i verbi che abbiamo iniziato e che per qualche motivo abbiamo interrotto. Che dopo aver iniziato possiamo sempre ricominciare. Che dopo che abbiamo fatto possiamo rifare di nuovo. Che dopo aver trovato in un certo modo, possiamo mantenere la disponibilità a trovare in un altro.

Insegnaci, Signore, ad essere come te e a non frenare la speranza in nessun momento, perché senza di essa non sapremmo cosa significa esistere.

Pregare per la gentilezza

Insegnaci, Signore, cosa significa la gentilezza, quel modo affettuoso di trattare la realtà e le relazioni. Insegnaci a non fare del risentimento, della sfiducia o dell’indifferenzail motivo della vita, ma piuttosto ad attivare una capacità concreta di empatia con il nostro prossimo, sia nelle cose grandi che in quelle che ci sembrano semplici dettagli.

Insegnaci a metterci al posto degli altri, a chiederci più spesso cosa sentono, di cosa hanno bisogno, qual è la loro ferita e il loro sogno,quale speranza sepolta o infranta li ferisce ancora, quale desiderio potrebbe sollevare il loro spirito o accendere il loro sorriso. Insegnaci, Signore, a sentirci responsabili ogni giorno di quel sorriso. Insegnaci che amare non basta: dobbiamo farlo con eleganza. Che dare per il gusto di dare non è sufficiente: deve essere fatto con delicatezza. Che rivendicare tutto come un diritto non è saggio: piuttosto, dobbiamo imparare a praticare con maggiore impegno l’arte della gratitudine.

Insegnaci, Signore, quella purezza di cuore che ci permette di guardare l’altro senza pregiudizi, con vera disponibilità all’ascolto e alla comprensione. Insegnaci, Dio gentile, a costruire presenze che non soffocano, conversazioni che non occupano inutilmente, doni che non trattengono, ma a mettere l’altro al centro, scegliendo per noi stessi quel nascondimento di chi sa che la vera gioia è servire.

Disarmare il cuore

Insegnaci, Signore, a disarmare i nostri cuori, moltiplicando i gesti di non aggressione e di rispetto della dignità di tutti. Insegnaci, Signore, ogni giorno a disattivare i semi e le ragioni della violenza, dentro e fuori di noi.

Ricordaci che la pace è un mestiere paziente e spesso nascosto, ma che da essa dipende il futuro del mondo. Mostraci come stare incondizionatamente accanto alle vittime, nell’aiuto ai perseguitati, alle frontiere dove arrivano i rifugiati (che, se apriamo gli occhi, capiremo che è proprio accanto a noi), nel servizio umano a chi vive il dramma della guerra o lotta impotente con sofferenze superiori alle sue forze.

Aiutaci a passare dall’informazione all’azione; a superare la passività della paura con l’audacia dell’impegno generoso; ad aprire con zelo profetico le porte del nostro cuore, lo spazio della nostra famiglia, la condivisione delle parole e dei beni. Disarmaci, Signore, da questo sentimento di impotenza che ci blocca, perché tutti possiamo fare qualcosa, a cominciare dalla preghiera.

Spirito Santo vieni

Spirito Santo di Dio, soffio della nuova creazione:
Tu rinnovi la vita in noi
Tu curi e ripari i nostri sogni feriti
Tu salvi i nostri occhi dai sentieri senza uscita.
Tu decostruisci i vortici delle nostre paure dissipi il pessimismo e la solitudine in cui ci imprigioniamo.Nella profondità del nostro cuore insicuro illumini la certezza dell’amore incondizionato che Dio ha per noi. Ogni giorno, tu insegni alle nostre mani indecise l’arte e l’entusiasmo del dono.

Tu ci prepari ad essere artigiani della pace e ci mostri come tenere fermo il fragile filo della speranza. Tu animi con la tua danza i quadranti della nostra anima e decifri la preghiera che il nostro silenzio mormora.