Il vangelo della domenica

Domenica 21 giugno

«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli». Mt 10, 26-33

«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo». Gesù asserisce che la conservazione della propria vita fisica non è il bene decisivo e ultimo dell’uomo, ma lo sono le ragioni decisive e ultime del vivere stesso su cui un’esistenza poggia e da cui trae senso. Per il discepolo tale ragione è Gesù, l’amore più grande, il tesoro e la perla preziosa per i quali vale la pena di vivere e di morire.

Il tu del discepolo non può non annunciare il “tu” che lo ha dischiuso a una forma di vita bella e buona, ad altezza di discorso della montagna; non può non annunciare il “tu” che lo ha dischiuso a un Dio di risurrezione, un Dio attento a ogni tuo singolo capello, un Dio che ti ricorda che vali più di due amatissimi passeri. Ci sono ancora varie ragioni sempre pronte a uccidere i portatori di diversità, dinanzi ai quali Gesù intima il suo «non abbiate paura». La grazia di un’amicizia, la sua, la grazia di un vangelo, il suo, la grazia del poterli narrare, la missione, non sono a basso prezzo.

Giancarlo Bruni