Il vangelo della domenica

Domenica 5 luglio

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio… Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Mt 11, 25-30

«Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». Gesù gioisce dinanzi a questi piccoli, i suoi discepoli semplici e ingenui, i fanciulli nella mente e nel cuore iniziati a «queste cose»: il mistero del regno dei cieli. La sua benedizione sale a colui che ha reso possibile tutto questo, in sintonia con una logica mai venuta meno: la rivelazione si manifesta a chi l’accoglie.

I piccoli, cioè i senza potere e i senza ruolo alcuno né religioso, né ecclesiale, né politico, né sociale e né culturale, al contrario affaticati e oppressi da tutti questi poteri e autorità, vanno a lui, il costituito per essi ristoro di Dio, sabato di Dio. Senza paura e diffidenza alcuna perché in Gesù è il Padre stesso a farsi vicino in mitezza e umiltà, senza alzare la voce e senza nulla rivendicare per sé, ma ad altezza degli ultimi della terra. E questo tramite un giogo che equivale a un carico dolce e leggero.

Giancarlo Bruni