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  • Gli abbracci non dati…

    La Messa di Don Gigi di stanotte credo sia stata una tenera carezza per il cuore dei tanti amici di Romena sparsi in tutta Italia. Non eravamo lì fisicamente, ma quella chiesa vuota l’ho sentita ancora più carica di emozioni. E con le lacrime agli occhi ho fatto il vuoto anche dentro di me, per accogliere gli sguardi, gli abbracci, le carezze di amici incontrati a Romena in tante giornate vissute in mezzo ad emozioni sempre nuove. La Pieve stanotte emanava una sacralità ancora più grande.

    Ed avere gli occhi puntati davanti ad uno schermo mi ha fatto sentire ancora più vicini gli sguardi incontrati. E gli abbracci non dati fisicamente stanotte sono stati abbracci ancora più forti, cuore a cuore.

    Grazie, Romena!

    Alessandro P.

  • Resurrezione

    Oggi, mattino strano
    di una Pasqua sconvolgente

    Travolta l’umana certezza
    spogliato di abituali abbracci
    niente incontri amicali
    nulla strette di mano
    i riti sacri vuoti di gente
    la mente distratta
    la paura incombente

    Staziono
    sulla soglia dei miei dubbi
    Cristo è veramente risorto ?

    L’impatto surreale
    mette a rischio la mia fede

    Chi crede per davvero
    in queste strane ore
    su tremendi scenari mai visti
    nudi di consuete liturgie
    lottando per amore
    celebra in sterili sale
    gremite di poveri cristi

    Ho visto file di bare
    corpi avvolti in un sudario
    sepolti senza preci e senza pianti
    nell’oblio totale
    più che sul calvario
    Cristo sei davvero risorto ?

    Nel mio orto
    in questa desolata primavera
    ho nascosto semi sotto terra
    marciranno per giorni
    attenderò con pazienza
    nella certezza di un germoglio

    Con l’orgoglio denudato
    lo sguardo un pò smarrito
    cerca con ansia segni del Risorto

    Dalle ante socchiuse di un palazzo
    quasi usciti dal limbo
    giungono suoni

    Un vagito di bimbo
    un alleluia festoso
    cantato in famiglia

    Poi da un balcone di periferia
    una giovane donna
    appare col suo bel pancione

    Stupefacenti segnali di vita
    e di resurrezione

    Pensoso ed assorto
    esco dalla soglia dei miei dubbi
    Sì ! Cristo, figlio del Dio vivente
    sei davvero risorto !

    Remigio

  • Alba

    Varese, 13 aprile 2020

    Condivido anche con Voi il mio pensiero sentito dentro questa mattina.
    Amo Cristian Bobin; queste le righe che amo di più. Mi entrano dentro come l’alba che io aspetto ogni giorno, nuovo:

    “C’è una nascita simultanea dei nostri occhi e del mondo, una sensazione di “prima volta” in cui chi guarda e chi è guardato si danno alla luce”.

    Questa foto è tra le ultime fatte nel mio bosco; un sentiero a pochi metri da casa mi portano lì al torrente…dove sento il suono dell’Infinito.. L’infinito mi abbraccia in tutte le sue forme più belle, ed è sempre meraviglia!

    Maria M.

  • Feelings

    C’è un fiume più grande dell’immenso oceano che vuole inondarci,

    e noi seduti sulla sponda del grande fiume, fermi, attenti, solerti,

    con la sapienza dei vecchi saggi

    e con la consapevolezza che la conoscenza non necessita della volontà

    poiché basta a se  stessa,

    volgiamo l’animo all’alba nuova che verrà.

    Filly D.C.

  • Grazie a Dio

    Grazie a Dio posso stare in casa, avere tempo da dedicare a me stesso, scendere nel profondo della mia vita, ascoltare la voce del mio cuore, riscoprire la bellezza della relazione con chi mi sta accanto e condivide adesso la mia stessa esistenza, gli spazi, i ritmi delle ore che passano.

    Trovo necessario leggere la parola di Dio ogni giorno, provare a capire il messaggio utile per questo momento drammatico e pregare il Signore per quanti si trovano a lottare contro il virus mortale.

    Mi piace consumare il pane della mensa in compagnia di mia moglie, nella sobrietà, chiamare le persone care alle quali si è legati e dare o ricevere sollievo, conforto, comprensione.

    Sento opportuno scegliere alcune cose da fare che siano veramente essenziali per me e gli altri! 

    Santo T.

  • Il bello della didattica a distanza

    In questo tempo di “Didattica a distanza” emerge ciò che i giovani sono: speranza per un futuro migliore, segno per noi adulti che un cambiamento è possibile…
    Ecco alcune riflessioni dei miei ragazzi di terza media di una scuola di Trieste sul testo della canzone di Simone Cristicchi “Lo chiederemo agli alberi” che ho proposto come “compito”.

    Brunella


    …fin da piccola ho sempre avuto un forte rapporto con la natura….e ho imparato che quando sono arrabbiata o semplicemente “un po’ giù” mi basta uscire in giardino e guardare l’erba, i fiori, gli alberi che senza essere a conoscenza dei miei dispiaceri continuano a crescere e a vivere ….una gemma che sboccia, una nuvola che copre il sole, l’ingiallirsi delle foglie in autunno, o la crescita di un nuovo filo d’erba accanto a sè…eppure mettendosi nei panni di un albero, la tua mente si sincronizza con lui in un solo pensiero: VIVERE.

    Giulietta


    …quando l’autore parla con le allodole e come fanno a restare umili e la ricchezza è vivere con due briciole e poco più…loro saggiamente rispondono che sono nate libere. L’autore ritiene che sono nate così, quindi preferiscono adattarsi che essere tristi e non compiere nulla.
    Questa frase fa capire come le persone possono essere felici anche con poche cose…

    Annalisa


    L’albero è la metafora dell’abbandonarsi, è il simbolo della fermezza e dell’accettazione di tutto quello che ci viene dato, e sulla consapevolezza si posa l’allodola, l’uccello preferito da San Francesco, simbolo di umiltà, che canta con la gioia nel cuore, ma allo stesso tempo le radici affondano in profondità tenendo fermo l’albero sulla terra, mentre i suoi rami si muovono verso il cielo fonte di fiducia e speranza.In questi giorni possiamo essere noi quell’albero legato alla terra attraverso le radici, pronti ad accettare quello che ci viene dato o che abbiamo creato nelle nostre città, ma con la consapevolezza che saremo salvati nella nostra umiltà.

    Vanessa


    Questa canzone secondo me, incita ad un ritorno alla semplicità e alla pace con la natura, che conosce molto di più il mondo rispetto a noi. 
    … che non si riesce veramente a gioire quando si desidera tanto, non ci si accorge di quello che si ha davanti e che se ci si staccasse dal nostro mondo ci accorgeremmo che il nostro mondo è piccolissimo rispetto all’universo, “un disegno molto più grande”… 

    Martina


    Le parole sono bellissime, possono aiutare in questo momento difficile a farsi coraggio, tenere duro per battere l’epidemia. Si sa che Cristicchi è una poeta, e questo suo ennesimo capolavoro è la conferma, mi ha fatto venire I brividi e mi ha dato coraggio, e in questo periodo ce ne vuole. 

    Edoardo


    …Così come in autunno le foglie cadono dagli alberi e in inverno i germogli gelano aspettando la primavera, così noi dobbiamo vivere questo momento di sofferenza con la speranza che tutto passerà.
    Il testo mi sembra adeguato alla situazione attuale perché insegna ad avere la pazienza di accettare anche gli eventi negativi della vita ed aspettare che si risolvano come gli eventi naturali descritti da Cristicchi nella canzone, e sapersi accontentare di quello che la vita ci dona.

    Andrea 


    Noi possiamo solo imparare dalla natura: un germoglio ha la determinazione e la costanza di resistere, nonostante il freddo, e aspetta l’arrivo del sole che scioglierà la neve per lasciare spazio nella nuova vita che porta con sé tempi di luce e prosperità. Forse anche noi dovremmo provare a restare immobili tra i “temporali ei fulmini” di questo capitolo di storia di cui siamo i personaggi per riuscire a “sbocciare” quando tutto finirà.  

    Lavinia

  • Amare

    Amare oggi, per quanto possibile, più che mai…

    Amare sempre, perchè questa è l’unica salvezza..

    Amare ed imparare da questo tempo, da questi giorni che riportano all’Essenza ed all’Essenziale…

    Amare la lentezza delle ore che passano…

    Amare la preziosità della semplicità di queste giornate che stanno trascorrendo…

    Amare le lacrime di questi giorni che sgorgano come acqua fresca e necessaria per irrigare il campo del nostro cuore…e delle nostre coscienze..

    Amare i sorrisi di questi giorni che curano le ferite e scaldano come i raggi del sole.. 

    Amare l’abbandono, forse “imposto” da questo tempo, nelle mani previdenti e provvidenti del più tenero dei Papà..

     Amare questo tempo che, nonostante tutto, porterà frutti per chi saprà accoglierlo e benedirlo…

    dalla provincia di Napoli         

                                                                    Viviana M.

  • Dai balconi

    Contagiati da nuove paure
    questo tempo claustrale
    ci spinge con forza a scoprire
    ogni gesto che vale

    Dai nostri balconi
    ci è dato ammirare
    tramonti infuocati
    udire silenzi imprevisti
    contemplare cieli stellati
    osservare deserti mai visti

    Scambiarci saluti
    e abbracci lontani
    dare forza ai sorrisi
    con un battimani
    esternar fantasia di striscioni
    intonare canzoni
    rieccheggiarle in corali
    dare voce a profonde emozioni
    diventar sempre più solidali

    Un modo strano e pur nuovo
    di provare che non siamo morti
    ma soltanto un pò fermi in attesa
    di sentirci davvero risorti

    Un mondo ignorato e stupendo
    ricco di splendidi doni
    è quello che ora ci appare

    Dal recinto dei nostri balconi

  • Poesia

    Buona Pasqua,

    Pasqua che sa di buono;

    felice Pasqua,

    felice come una pasqua!

    Pasqua di resurrezione e

    di tante piccole resurrezioni quotidiane.

    Un’altra orchidea è sbocciata

    nel mio vaso.

    Ho visto la prima rondine

    che vola libera e felice

    sul ponte della Dora.

    Farfalla bellissima nata da un bruco.

    Seme che muore nella terra

    e germoglia.

    Ovulo fecondato

    che si annida nell’utero

    e mette in moto la vita.

    Pasqua,

    poesia che nasce

    nel cuore della notte

    e si rivela all’incontro del giorno.

    Mattino di Pasqua….

    mattino di sorprese,

    di tuffi al cuore,

    di lieti annunci:

    “E’ risorto, è risorta, non è più qui!”

    “Ecco, faccio una cosa nuova,

    nel deserto una strada aprirò!”

    Mariella G.

  • Penso

    Penso alla vita…con tutte le sue sfumature,
    la bellezza del creato e le difficoltà nel capire l’essenza del dolore…

    Penso a quello che è in ogni uomo, i suoi sogni, le aspettative e le sue paure…
    e la totalità del suo corpo, coscienza e cuore…proiettato   
    nell’immenso moto perpetuo del divenire… 

    Giorgio G.