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  • Settimana Santa 2020

    La grande settimana s’incunea in questo tempo spaccato.

    Quale vita personale e quale comunitaria, quale liturgia, quale preghiera, quale fraternità?

    Sembra che domande si aggiungano al grande mistero Pasquale o perlomeno che tutte le domande, anche quelle dimenticate, si riaffaccino nei nostri piccoli o grandi orizzonti che un virus invisibile ha in qualche modo demolito.

    Già da tempo si pativa il peso di un qualcosa che da una parte ci dava ebbrezza e dall’altra ci divorava, già da tempo molte parole dicevano tutto e niente, ora forse bisogna costruirne di nuove: una nuova grammatica, una nuova pronuncia, un nuovo linguaggio?

    Ancora una volta appoggio i miei giorni ai giorni di amici “sconosciuti” e preziosi. Scusate le troppe parole. E credo che anche per voi sarà una settimana particolare. 

    Buona Settimana Santa
    Un abbraccio con “autocertificazione”

    Silvio M.

  • Il respiro di Maria

    Sono il Respiro di Maria.
    Ho accompagnato Maria per tutta la vita, fino ad oggi.
    93 anni di pieni e vuoti,
    93 anni di fiati corti e lunghi, 
    93 anni di sospiri di sollievo.

    Una vita difficile quella di Maria, 
    molte salite, nelle quali sono andato spesso in affanno,
    anche se ero allenato alla fatica del dislivello della vita.

    Molte volte sono rimasto imprigionato nella gola,
    tanto da far sentire a Maria la mia mancanza, ma poi la Vita mi ha sempre liberato.
    In questi ultimi anni camminavo dentro Maria felice, sereno e gioioso, accompagnato dalla musica del suo cuore, che batteva con entusiasmo. 

    Maria era contenta.

    La vedevo splendente mentre passavo dal suo sorriso e rientravo dalle vie del suo naso, ogni volta che i suoi occhi ascoltavano il profumo dei suoi amati fiori.
    Maria adorava coltivare i fiori nel suo piccolo giardino, le sue amate calle l’hanno accompagnata fino a un mese fa.

    All’improvviso è entrato nella nostra casa un invisibile essere dai capelli color rubino. Era Covid-19, ma tutti lo chiamano Coronavirus. Era aggressivo e bellicoso.
    Mi ha sfidato con una spada affilata, per un po’ ho combattuto, poi mi ha imprigionato negli alveoli polmonari.

    Maria era molto stanca, io faticavo a farmi sentire da lei, le mancavo, non riuscivo ad uscire dai polmoni.

    La lama del Corona virus mi ha colpito in un punto vitale e mi ha tolto forza e fiato.

    Sono arrivati Angeli Bianchi in mio aiuto, mi hanno mandato l’amico ossigeno e mi hanno creato una via di fuga, in modo che potessi uscire dai polmoni e la Vita potesse riprendermi per mano.

    Intanto Maria mi aspettava, ascoltava, attendeva e dormiva.

    Purtroppo l’invisibile nemico Corona è riuscito a prendermi dai polmoni e mi ha portato via da Maria.

    Lei si è addormentata per sempre, qui in terra. Prima che Coronavirus mi portasse via ho sussurrato alla mia Maria che l’avrei raggiunta presto, lassù, nell’Infinito Cielo blu. Lei ha sorriso.

    Il Covid-19 mi ha buttato per strada e si illude di aver sconfitto me e Maria, di averci colpito a morte.

    Ma io e Maria continuiamo a vivere nel profumo dei bei fiori nel suo amato giardino.

    Rivoltella del Garda, 2 Aprile 2020

    Alessandra

  • Parce Domine

    Parce Domine…seguo e sento la preghiera…
    Vorrei anche per te che dal tuo letto non sai nemmeno forse che è sera…

    Piove ancora, se n’è andata pur la primavera,
    par spaventata, appena arrivata…
    Indulgenza sembra anche lei domandare, 
    la vita la stava per ricominciare

    E non si dà pace che ancora, invece, tutto quel suo solito far ancora tace…
    Amen, cosi’ non puo’ finire, la vita che inizia già all’imbrunire…

    Piego le ginocchia davanti ad un Santissimo che non si può onorare
    se non da uno schermo e provo a sperare…

    Che possa parlare anche per te che non lo puoi guardare…

    Perchè a te non faccio altro che pensare, non soltanto perchè ti vedo su un giornale…

    No, perchè voglio il mio cuore con te compartire,
    che sia per vivere o per morire…

    Tantum Ergo Sacramentum che ti possa benedire, quel Cristo
    che ti fa vivere anche nel morire… 

    Flavia Z.

  • Una benedizione

    Al tramonto di questa sera
    quando già il giorno porta con sé la nostra fatica,
    ti mando una stella che ti stia accanto
    nei momenti in cui tutto non pare avere un senso,
    per le notti in cui camminiamo nell’incertezza del domani;

    ti mando un filo di vento che sia una carezza per il tuo volto
    come una brezza leggera, quel tocco di pace che le lacrime, anche oggi, ti possono aver tolto;

    ti mando un arcobaleno che sia quel tenero abbraccio che ti darà speranza
    dopo ore di tempesta e momenti di gelo;

    ti mando un semplice sorriso che sia quel piccolo segno
    che ti dice che la vita è un miracolo se impari anche ridere,
    perché il sorriso è una melodia per l’anima.

    La rinascita è alle porte,
    non perderti nella paura,
    ma lasciati amare, e ama, perché questa è l’unica possibile avventura.

    fra Raffaele

  • I vostri pensieri

    Ciao a tutti voi, vi scrivo dalla provincia di Brescia.

    Sto facendo fatica, ma stamattina la telefonata di un’amica piccola sorella ha rischiarato la mia giornata. In questi giorni di silenzio interiore l’ho accolta come una visita di Gesù.

    Lavoro in una casa di riposo, in cui abbiamo salutato tantissimi nonni; per certi versi è un’esperienza disumanizzante, che confonde, destabilizza. In quei  momenti mantenersi in piedi come gli alberi lo si può ottenere soltanto appoggiandosi gli uni agli altri.

    In tanto dolore, un pensiero: tutti insieme, ma uno alla volta davanti a Gesù. Sì, per lui continuiamo ad essere uno alla volta.

    Grazie di tutto, della vostra creatività, di come non ci lasciate soli…grazie!                         

    Paola

  • Ricordare

    OGNI GIORNO SE FACCIAMO ATTENZIONE CI VIENE CONSEGNATO UN VERBO…
    E OGGI È…”RICORDARE”.

    RIFLETTEVO CHE…
    RICORDARE LE COSE BELLE MI FA STARE BENE…

    RICORDARE I MOMENTI IN CUI SONO STATA RICORDATA MI FA SORRIDERE …

    RICORDARMI CHE NEL RICORDO C’ È UN “SEI IMPORTANTE PER ME”
    MI FA RIMANERE SENZA FIATO….

    ALLORA OGGI VOGLIO RICORDARE
    TUTTE LE VOLTE IN CUI SONO STATA RICORDATA
    E TUTTE LE VOLTE IN CUI HO RICORDATO….

    PERCHÉ SO CHE SONO LE VOLTE IN CUI SONO STATA ABBRACCIATA DALL’AMORE.

    Loredana

  • 1946, la seconda volta

    Torneremo, torneremo
    nelle piazze e nelle strade
    e canteremo e danzeremo
    sarà il nostro dopoguerra.

    Voci chiassose
    i prati copriranno
    come margherite a primavera
    e l’impaurito silenzio
    più non sarà.

    L’esiliato abbraccio
    desiderato fremito d’amore
    a unirci tornerà.

    Doni sapienti 
    in solitudine invocati
    nascente speranza
    tutti noi ricolmerà.

    Maurizio

  • La vita ai tempi del coronavirus

    “Ho pensato stamani come anche la morte sia vissuta in modo anomalo…questa è la morte della morte…la morte della possibilità di esternare i sentimenti…per la prima volta, ho sentito la mancanza dei riti, dell’abitudinario…ho capito ora, quanto siano importanti nell’ordinarieta’, e poi nell’accompagnamento della morte fisica, delle persone amate…è vero che in tempi normali tendo a sfuggire nel percorso di fede i riti ordinari, ma questi non sono tempi normali, e la fede in tempi a-normali sente il bisogno di attingere anche da questo…”

    Giorgio G.

  • Cirenei

    La morte virulenta
    serpeggia tra i viventi
    invisibile e nascosta.


    Lottano stremati
    senza sosta
    nelle trincee degli ospedali
    angeli col volto da marziani
    per vincere una strana guerra
    mondiale e silenziosa
    armati d’ inconsueto coraggio
    senza posa.

    Unicamente sospinti da una voce
    che da dentro li commuove
    nella desolazione atroce,
    eroici cirenei,
    sostengono ogni croce.

    Remigio

    Le terapie intensive degli ospedali sono come il “Golgota”.
    Gli operatori sanitari, come novelli “cirenei”, dedicano tutto
    se stessi per alleviare le sofferenze dei colpiti dal terribile virus.

  • Saremo più veri

    Mio marito ha lottato col virus, in lunghissimi giorni, sfinenti e carichi di paura. La vita e la morte si sfioravano nei suoi respiri. 
    La solitudine intorno mordeva il cuore, il vuoto oltre la porta di casa era un muro che schiaffeggiava. 
    Lontani tutti, lontani tutti coloro che avrebbero voluto o potuto aiutarti. Lontani. 
    Ma noi qui, coi figli a sostenerci, attoniti e spaventati. 
    Ma qui. Vicini. Uniti. 
    L’ amore domestico vince. 
    La famiglia è più forte di qualsiasi distacco, solitudine. 
    Noi, in un abbraccio che non potevamo darci. Mascherine e guanti non riuscivano a nascondere i nostri occhi negli occhi, le nostre carezze leggere. 
    La Vita in uno straccio sulla fronte, in un sorso d’acqua nell’angolo della bocca. 
    La Vita in una lacrima che sgoccia sul saturimetro che scende, numero su numero… 
    La Vita in un raggio di sole che si appoggia sul tuo cuscino stanco. 

    Siamo Vivi. 
    Siamo insieme. 
    L’ Amore salva, l’ Amore, che nel dolore ti sconquassa… 
    Saremo più vivi che mai
    Saremo più Veri. 
    Signore, grazie. 

    C’eri Tu, solo Tu,
    dietro le nostre mani,
    dentro le nostre mascherine. 
    C’eri Tu… 

    Lella